LE ATTIVITA’ CON OPERATORI SVOLTE ALL’ALZHEIMER CAFFE’

DANZAMOVIMENTOTERAPIA

(Disciplina specifica orientata a promuovere l’integrazione fisica, emotiva e relazionale attraverso il movimento del corpo accompagnato dalla musica)

 Danzamovimentoterapia 9Il mio lavoro con la Danzamovimentoterapia all’interno dell’Alzheimer Caffè ha inizio nel Novembre 2006 e da allora si è arrichito di nuove esperienze e nuovi stimoli, nonostante le difficoltà iniziali legate al fatto di proporre questa attività nuova a persone non abituate a utilizzare il loro corpo attraverso la danza e a esprimersi attraverso il movimento del corpo accompagnato dalla musica. La Danzamovimentoterapia, così come le artiterapie in generale, può essere molto efficace in quanto mezzo di comunicazione non verbale, soprattutto quando, nella malattia, la motricità e la sensorialità si conservano a lungo, mentre vengono meno le capacità cognitive in grado di relazionare il soggetto con gli altri e con l’ambiente, quindi dove la comunicazione non verbale assume un ruolo privilegiato. La Danzamovimentoterapia agisce soprattutto attraverso la stimolazione, e si può integrare con altri percorsi terapeutici, con l’obiettivo comune di migliorare la qualità di vita del malato. E’ importante, per far uscire le persone dal graduale processo di isolamento, attivare e stimolare un corpo che non si muove più, far fronte a un livello psico – fisico apatico e rallentato, sollecitare sensorialmente , sensibilizzare il senso cinestesico. L’utilizzo del corpo e del movimento offre la possibilità di attivare la sfera emotiva delle persone, anche allo scopo di ricontattare la memoria corporea ad essa collegata e quindi di risvegliarla preservando l’dentità della persona. Nelle attività ritmiche le persone sono coinvolte, si divertono, battono le mani insieme sincronizzando i propri movimenti con quelli degli altri: questo favorisce la comunicazione tra gli ospiti, aumentando di conseguenza anche il grado di emotività e affettività fra di loro.
Inoltre nell’attività di danzamovimentoterapia è molto importante la dimensione del gioco (senza infantilizzare i soggetti) perchè permette di attivare l’immaginazione e l’espressività, quindi di emozionare. La dmt può dunque lavorare su differenti livelli: motorio, emotivo – espressivo, cognitivo; gli obiettivi principali del lavoro sono: conservare e migliorare la condizione fisica generale e le capacità coordinative motorie, mitigando i danni prodotti dalla carenza di movimento; aumentare la percezione e la consapevolezza corporea, favorendo la mobilità articolare, rinforzare il piacere del corpo in movimento; rivitalizzare la persona riattivandone la curiosità, incoraggiandone la creatività e favorendo l’espressione di sé e delle proprie emozioni attraverso la danza e il movimento; combattere lo stato di isolamento promuovendo contatti sociali nuovi e risvegliando il piacere della partecipazione; recuperare le capacità residue e stimolarle al massimo grado possibile; stimolare e mantenere un contatto attivo tra pensiero, parola, corpo; favorire la stimolazione della memoria; attivare l’attenzione verso l’esterno.

  Nell’antichità gli esseri umani esprimevano i loro bisogni più profondi attraverso l’esecuzione di danze che creavano unità e condivisione nei momenti significativi della vita sociale. Si può dire che l’uso della danza come terapia risale quindi ai primordi della storia umana: la danza infatti genera un’esperienza globale, che è al tempo stesso corporea, psichica e relazionale. La danzamovimentoterapia si sviluppa ufficialmente negli Stati Uniti e in Europa a partire dagli anni’40, e si diffonde in Italia dagli anni’70; il suo utilizzo si va sempre più incrementando, in ambito terapeutico, educativo e formativo.  Si tratta di una disciplina specifica orientata a promuovere l’integrazione fisica, emotiva, relazionale, la maturità affettiva e psicosociale e la qualità di vita dell’individuo.

Marcella Bonelli
Psicologa, Danzamovimentoterapista

FISIOTERAPIA E GINNASTICA.

 

IL CANTO E  LA MUSICOTERAPIA

 La musica, quasi sempre, richiama in modo molto suggestivo la memoria di un particolare momento vissuto, attraverso quelle singolari   combinazioni di parole e note … che diventano canzonette, che mettono in moto le emozioni, quindi il gioco delle associazioni e dei ricordi. E’ inevitabile che in tutti, specie nell’anziano, scatti nella mente una sequenza di suoni che l’ha accompagnato nei diversi frammenti di vita. Ed è per questo che la “Musicoterapia” diventa un’attività importante per i nostri Ospiti in quanto la musica, fatta di canzoni cantate o canticchiate con la propria voce o con la propria mente, agisce da collante per la memoria e le emozioni. Essi sono chiamati a cantare in gruppo e ciò rappresenta un’esperienza comunitaria capace di far dimenticare la routine quotidiana, di distogliere la mente dall’essere troppo occupati in tristi pensieri.Fa bene all’apparato respiratorio, a quello digestivo e influisce positivamente sullo stato generale di salute. Il canto e’ il linguaggio degli affetti, delle emozioni e della memoria, e’ un mezzo per creare la motivazione al narrare, al raccontare e al raccontarsi. Si intonano canzoni popolari che sono il miglior strumento evocativo che risveglia e che fa riaffiorare le sensazioni della gioventù. Si associano ai canti i ricordi e la conseguente esternazione e’ un modo che consente alla persona di far luce e di ricostruire l’ossatura della propria vita.

Attraverso il canto si facilita la socializzazione, la comunicazione, l’integrazione del gruppo, incrementando la partecipazione e lo stabilirsi di legami interpersonali, insieme al rinforzo dell’identità di ciascun individuo. Il cantare insieme non e’ solo un momento ricreativo, fonte di divertimento, bensì un incoraggiamento dell’attività emozionale e muscolare, dell’espressività e della creatività, che offre uno slancio per l’aumento della considerazione di se stessi; inoltre il canto offre un aiuto alla memoria e al recupero della nozione del tempo.

Infatti con l’attività legata al canto , assieme alla memoria, vengono spronati, in primo luogo il ritrovamento di una destrezza perduta o menomata, e poi l’apprendimento di nuove abilità a compensare quelle svanite. Insomma il canto, come forma di sostegno e rinforzo psicologico, da’ all’anziano sollievo, lo distoglie dalle proprie ansie, lo allontana da pensieri e atteggiamenti di compatimento, inoltre aiuta il rilassamento e la distensione muscolare. Musica e canto, quindi, come mezzo e non come fine, sono qui utilizzati per permettere all’anziano di ristabilire contatti col proprio mondo interiore, riscoprire le proprie risorse e potenzialità espressive, operando cambiamenti concreti sul piano emozionale e relazionale.

Dott.ssa Annalisa Losacco
Musicoterapista

Nuovo Laboratorio di Musicoterapia:

“SETTING DI MUSICOTERAPIA RECETTIVA O ATTIVA”

(condotto da Dott.ssa Annalisa Losacco)

 

DRAMMATERAPIA

La Drammaterapia è un disciplina che utilizza i processi teatrali a scopo formativo, educativo, riabilitativo e di crescita personale.  E’ un’ attività creativa che opera con estrema delicatezza e leggerezza, utilizzando un linguaggio differenziato, frizzante e giocoso, per un incontro più armonico con se stessi e con l’ambiente circostante. Usa  metodi  teatrali (giochi, improvvisazione, narrazione, gioco di ruolo, ecc.) e strumenti teatrali (burattini, maschere, disegni, opere realizzate dai partecipanti, spettacoli e performance) per aiutare le persone a capire meglio i propri pensieri, le proprie  emozioni e il proprio comportamento.  A differenza di altre discipline basate esclusivamente sulla parola, la Drammaterapia permette ai partecipanti di mettersi in gioco anche con l’azione.Nei momenti in cui ci incontriamo nello spazio dell’ Associazione AIMA, lavoriamo con il corpo costruendo delle piccole coreografie, utilizziamo degli “strumenti improvvisati” per provare dei ritmi che costruiamo con le proposte di ogni partecipante, narriamo le nostre emozioni,abbinandole a dei colori, costruiamo brevi racconti e raccontiamo alcuni aneddoti della nostra vita.

Dott.ssa Caterina Gozzoli
Studio Creattiva

 

ANIMAZIONE MUSICALE:
La musica è la colonna sonora dei nostri incontri: che belle cantate che facciamo! 

L’Attività di “Animazione Musicale” con la chitarra, ha l’obiettivo di ridare autostima alle persone anziane e malate che, in questo spazio, possono respirare un clima sereno, sentendosi accolti, amati e rispettati. Ogni occupazione proposta, anche la semplice canzone, infatti, ha lo scopo di stimolare e potenziare le capacità residue e ha quasi il “sapore” di una magia vedere come, così naturalmente, dalle labbra di persone, anche con livelli di malattia gravi, affiorano ritornelli e melodie che sembravano ormai dimenticati per sempre e sui loro volti ritorna il sorriso. Cantare insieme fa sentire i nostri ospiti parte viva di un gruppo che li apprezza e, soprattutto, non li giudica. Portare avanti questo lavoro permette, inoltre, di mantenere il più a lungo possibile il linguaggio verbale e l’attività di espressione attraverso la parola.

All’interno di questo spazio, l’attività specifica del “fare musica” e “del cantare” insieme non resta isolata ma da vita a tutto un corollario di attività correlate perchè è di estrema importanza finalizzare le attività proposte, facendo in modo che siano percepite dai nostri ospiti, come utili, importanti e anche funzionali e di aiuto per altre persone. E’ in questo modo che, grazie all’aiuto di una nostra volontaria, esperta in découpage, abbiamo creato il nostro “Canzoniere” personalizzato, con bellissime copertine a tecnica mista (tempera, pennarelli, collage) e che contiene tutti i testi, scritti in modo ben chiaro delle canzoni preferite dai nostri ospiti.

Elena Azzini
Animatrice – Arteterapista

 

LABORATORIO DI TECNICA ESPRESSIVA

Dal mese di Novembre, è stata introdotta presso l’ Alzheimer Caffè una nuova attività rivolta agli ospiti partecipanti. Trattasi di un Laboratorio di Tecnica Espressiva, condotto dalla bravissima operatrice Dott.ssa  Elena De Prezzo, Tutti i Lunedì.


Ecco una breve descrizione dell’attività, scritta direttamente dalla conduttrice:”Sapere di essere in grado di realizzare qualcosa con le proprie mani è importante in tutte le fasi della nostra vita, anche in quella fase dove i cambiamenti che si manifestano sul corpo e sulla mente possono darci l’impressione di non essere più adeguati alle varie situazioni che si manifestano. Un laboratorio creativo può intervenire su questo aspetto contrastando quell’apatia che contraddistingue la nostra quotidianità, mantenendo attive le capacità residue e permettendo, cosa non poco importante, di esprimere i nostri sentimenti.  Perchè un laboratorio creativo viene vissuto come spazio d’incontro e di socializzazione che favorisce le attività espressive e permette di utilizzare in maniera costruttiva il proprio tempo libero.  Lavorare attraverso linguaggi non verbali non è sicuramente cosa facile, soprattutto quando il nostro background non ci concede spazi diversi da quelli occupati dalla parola. Insicurezza e incertezza possono prendere il sopravvento, ma l’attività manuale guidata, all’interno di un laboratorio creativo, può dare risultati positivi su vari piani. Innanzitutto il FARE che non attesti un risultato “bello” procura rilassamento e porta con sé quel grado di concentrazione che allontana la mente delle persone che partecipano ad un laboratorio creativo, da quei pensieri che spesso annebbiano le nostre vite. Ghezzi ci ricorda che “l’importante non è il prodotto ma l’attività di tipo cognitivo che si esplica nel momento della progettazione e durante la realizzazione”. Non bisogna aspirare ad insegnare tecniche. Il punto sta nel presentare diverse modalità di approccio al materiale, al colore e agli strumenti: creare delle occasioni per poi lasciare che ognuno scelga i propri mezzi, quelli attraverso i quali si esprime al meglio e decida cosa fare con quello che ha imparato. Non deve esserci spazio per un linguaggio normativo, per imposizioni o ancora per la diffusione di un modello. Le capacità manuali e mnemoniche, attraverso l’esperienza creativa non finalizzata, si attivano e migliorano al tempo stesso, i rapporti di socializzazione e autostima.Fare ciò che non è mai stato fatto -e quindi imparare ad esprimersi attraverso un linguaggio non verbale che sia esso corporeo, visivo, musicale, ecc…- può mettere a disagio, ma con il tempo può diventare liberatorio, senza considerare la stimolazione e la riattivazione cognitivamente che ne consegue.  Nella mia esperienza di operatrice di laboratori creativi ho scoperto persone che si sono raccontate, si sono divertite, ma anche delle volte annoiate; in ogni caso hanno saputo manifestare ciò che avevano “dentro”, i propri sentimenti e i propri stati d’animo. Ho visto persone che hanno imparato ad osservare e a pensare cosa è meglio fare…ecco che ritorna il FARE, su cui il creare e la creatività si fondano.”

Dott.ssa Elena De Prezzo
Operatrice di Laboratori Creativi

YOGA CON CAMPANE TIBETANE

Dal mese di Gennaio 2016, è stata introdotta all’Alzheimer Caffè una nuova e interessantissima attività: lo Yoga con campane tibetane”, condotta dall’istruttore Mattia Esposito.

Eccone una breve descrizione:  “Lo Yoga con campane tibetane è  un percorso pratico di consapevolezza atto a riunire corpo e mente attraverso tecniche di respirazione statiche e in movimento. Le pratiche yogiche hanno una storia molto antica e una valenza indiscutibile, sono ormai  accertati i risultati benefici per chi le attua, il miglioramento dello stato psicofisico e di eventuali patologie come l’Alzheimer, il morbo di Parkinson ed altri sono già stati riscontrati in ambito medico – scientifico e non c’è alcun tipo di limite, o controindicazione per chi le esegue, è un’esperienza che possono provare tutti.
I soggetti che intraprendono questo tipo di percorso “pratico” ritroveranno con il passar del tempo energie assopite, sia a livello fisico che psichico, soprattutto attraverso i benefici del “SORRISO” una medicina potentissima che aiuta :
a scaricare le tensioni, migliora la memoria, migliora la respirazione, ossigena il cervello a favore del pensiero, , è un eccellente antistress. Il movimento del diaframma (quando si sorride) esercita un benefico massaggio sugli organi interni,  costituisce una sana ginnastica per il viso, libera “beta-endorfine”, ha effetto analgesico e aumenta le difese immunitarie.
Il fine di queste pratiche, che giovano prima di tutto l’anima, è la  riequilibratura del  campo magnetico del nostro corpo e conseguente riarmonizzazione delle cosiddette energie “sottili”. Tradotto in termini pratici, ritornare a sorridere, gioire, sentirsi vivi nello spazio, nel tempo, nel corpo e nella mente, in qualsiasi condizione ci si trovi, senza giudizi, senza pretese, senza la paura di sentirsi diversi o incapaci è una vera e propria comunione d’amore con noi stessi,  con gli altri, nel rispetto dei limiti di ogni individuo.
Il percorso prevede anche tecniche di QI GONG e TAI – JI, altre forme di ginnastica dolce e il rilassamento profondo, utilizzando il suono di campane tibetane e di altri strumenti tradizionali. Vere e proprie medicine dello spirito, che supportano il paziente accompagnandolo in alcuni movimenti messi a punto  in relazione alla musica.
Ritrovare noi stessi nel tutto come parte del tutto, sentendosi vivi”.

  Mattia Esposito
Istruttore di Yoga

 

 

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