Chi siamo

A.I.M.A.- Cremona Onlus (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer), presieduta da Loriana Poli, è una onlus presente nella nostra città dal 1988 che si occupa della cura e del sostegno delle persone malate di Alzheimer e delle loro famiglie e che, quotidianamente, lavora per arrivare alla costruzione di una mentalità nuova in grado di ridare dignità alla persona affetta da demenza, ricollocandola al centro del processo di cura, garantendogli la permanenza il più a lungo possibile nella sua casa, tra i suoi affetti, circondata da caregiver, cioè le persone che se ne prendono cura, formati e informati ma, prima di tutto, non lasciati soli. Le attività svolte da A.I.M.A.- Cremona Onlus sono molteplici. Obbiettivo principale, è la promozione del diritto alla salute, alla qualità della vita e alla tutela giuridica dei malati e dei loro familiari oltre all’assistenza diretta rivolta alla persona malata e alla famiglia, vittima nascosta della malattia. Tradotto nella pratica tutto questo si esplica nell’organizzazione di numerosi corsi, convegni, seminari, momenti formativi anche a piccoli gruppi con specialisti della cura rivolti a familiari, badanti, volontari, operatori assistenziali  oltre ad interventi diretti a sostegno della persona malata e della famiglia.

Abbiamo attiva una linea di ascolto telefonico (0372 – 456773) dal lunedi al venerdi dalle 10 alle 13 oltre a gruppi di sostegno psicologico e di auto aiuto per il caregiver.  La caratteristica della nostra Associazione è l’elevata qualità dei servizi erogati nell’ottica di renderli fruibili al maggior numero di persone, anche se non va certo di pari passo con i costi degli stessi, estremamente rilevanti. Per questo motivo, organizziamo anche  momenti di fund raising e campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.

A.I.M.A.-Cremona Onlus chiede, infatti, solo la sottoscrizione della tessera associativa annuale di 30,00 euro, anche per rispondere ad un discorso di tipo assicurativo.

Fiore all’occhiello della nostra associazione è rappresentato “dall’Alzheimer Caffè”, fondato, gestito e supervisionato dalla Presidente Loriana Poli è l’unico in tutta Italia ad essere aperto in modo quasi gratuito e continuativo tutto l’anno, il lunedi, il mercoledi,  il venerdi e alcuni sabati dalle ore 14,45 alle 17,45 con servizio di pulmini attrezzati per il trasporto di disabili andata e ritorno. Tra l’altro, il nostro Alzheimer Caffè, che nasce sulla base di esperienze nel nord Europa, è stato scelto con altri 6 da “UniCredit Foundation” in tutta Italia come modello operativo per ridurre l’incidenza dei disturbi comportamentali nelle persone malate di demenza.

L’Alzheimer Caffè è un luogo fisico di condivisione e di incontro per malati e familiari con lo scopo di contrastare l’isolamento sociale, i giudizi svalutativi e l’assenza di aspettative che questa malattia ancora oggi, purtroppo, inesorabilmente comporta.

In questo spazio gli ospiti possono svolgere attività finalizzate all’impiego del potenziamento delle capacità residue, riscoprendo il benessere derivante dallo stare insieme e dal sentirsi parte viva di un gruppo. Qui i familiari possono confrontarsi, informarsi, colloquiare con persone non giudicanti e condividere esperienze di vita accolti da operatori qualificati che sanno accompagnarli, formandoli, nel percorso di malattia del loro caro … un percorso che deve restare sempre percorso di vita … anche se malato! Ad oggi, l’Alzheimer Caffè conta più di 30 iscritti. Le attività proposte sono la fisioterapia, la riabilitazione cognitiva, il taj – Qi Gong, un tipo di ginnastica dolce, la musicoterapia, la danzamovimentoterapia, l’arteterapia o i laboratori di tecnica espressiva, lo yoga con campane tibetane, le attività ludico ricreative , l’animazione con balli di coppia o di gruppo . All’interno dell’Alzheimer Caffè operano professionisti e volontari formati. Nessuna attività è lasciata al caso o all’iniziativa del singolo.

Noi lavoriamo in équipe, programmando con cura tutte le attività, utilizzando protocolli e linee guida alle quali attenersi per non improvvisare perché parlare lo stesso linguaggio è indispensabile. La condivisione di tutte le informazioni e degli obbiettivi che si vogliono raggiungere è fondamentale. Conoscere la malattia è il primo passo per poterla affrontare in modo corretto. Capire il perché di certi comportamenti, apparentemente inspiegabili, è l’unica strada per imparare a gestirli. Sapere che esistono, innanzitutto, ragioni biologiche alla base delle problematiche comportamentali è determinante per capire che le persone affette da demenza non lo fanno apposta e non lo fanno per farci dispetto.

Porsi verso la persona con un atteggiamento positivo è il primo passo che ci permette il riconoscimento del valore della stessa. Facendo nostro questo concetto, è inevitabile bandire all’interno della relazione con l’altro, in questo caso, la persona malata di Alzheimer, parole come : delegittimazione, infantilismo, intimidazione, stigmatizzazione, accusa, disprezzo, derisione, rifiuto, esclusione, noncuranza e introdurre, invece, termini quali: negoziazione, collaborazione, riconoscimento, valorizzazione, facilitazione, lasciando libero l’individuo di diventare ciò che è capace di diventare, attuando le proprie migliori potenzialità … esigenza di ogni individuo, indipendentemente dall’essere sano o malato. Se vogliamo praticare con la persona malata una relazione di cura efficace dobbiamo, innanzitutto, dargli voce. Per ascoltare la sua voce dobbiamo accoglierlo per come è, per come si manifesta, per quel tanto che si manifesta. Non si può assolutamente pensare di curarlo semplicemente neutralizzando ciò che dice di falso o che fa di sbagliato. Non si può nemmeno pensare di riuscire a curarlo bene da soli! A.I.M.A.- Cremona Onlus da sempre sta portando avanti questa battaglia.

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